Chi sono


io piccoloDa piccolo avrei voluto fare l’esploratore e il primo posto dove avrei voluto andare era il Congo, perché avevo un libro che diceva che in Congo c’erano gli elefanti.

Sono stato in Congo la prima volta a 42 anni ma non come esploratore e non ho visto gli elefanti. Non sono diventato un esploratore come Colombo o Nobile o Amundsen, però esplorare mi piace ancora. 

Mi piace esplorare sicuramente il mondo, ogni volta che viaggio vorrei andare in un posto nuovo per vedere cose nuove e incontrare modi di vivere nuovi, mi piace anche esplorare le possibilità che ci sono nella vita, mi piace esplorare le mie capacità, le mie sensibilità, i miei confini.

Più vado avanti con gli anni e più diminuiscono le mie certezze e questo fa aumentare il mio spazio di diponibilità alle diverse possibilità e mi allontana dal giudizio.

Mi interessano le vite degli altri e le storie degli altri, perché anche quelle sono tutte esplorazioni fatte.

Durante le mie giornate sono seriamente impegnato e sempre alla ricerca di trovare una stato di pace e di serenità, e tornare al corpo e alla natura mi aiuta molto in questo. A volte ho aspettative sul mio conto troppo alte e non riesco sempre a soddisfarle.

Non credo molto nei protocolli, non credo molto nei prodotti, non credo molto nei pacchetti, ultimamente faccio fatica a credere anche all’educazione e alla formazione. In questo progetto di “Enjoy the Nature” mi vedo come un persona che offre occasioni di cambiamento e lo faccio mettendo insieme la mia vita e quello che sono e che so fare, cercando la collaborazione e la complicità della natura. Faccio questo con un atteggiamento da esploratore, perché, come quando da piccolino facevo finta nella mia cameretta di essere in Congo, tutti i miei sensi e le mie capacità sono tese verso il cogliere il nuovo, il diverso, l’inaspettato, la sorpresa.

Nicola Rovetti